Investe una randagia per ucciderla in un’area di servizio: orrore a Taranto

Quanto ancora dobbiamo aspettare per ottenere giustizia? Quanti altri animali dovranno continuare a subire violenza ingiustificata da parte di uomini senza scrupoli che non pagheranno mai per i loro crimini?


Continuiamo a chiedercelo, mentre continuiamo ad assistere inermi a continui episodi di violenza, l’ultimo a Taranto, dove un automobilista ha deliberatamente investito una randagina di nome Snieska per ucciderla in un’area di servizio. La sua colpa? Essere una randagia.

L’accaduto ha scosso fortemente la comunità, che conosceva molto bene Snieska, e l’hanno descritta come una cagnolina “buona e socievole con tutti”.


Le forze dell’ordine sono entrate in possesso delle immagini e hanno iniziato un’indagine, ma alla rabbia si mischia anche la disillusione di una vera e propria pena, semmai l’assassino venisse trovato, è ora che anche l’Italia si adegui ai Paesi europei più sviluppati e inizi a tutelare in modo consono gli animali: in Belgio, per esempio, le pene per chi maltratta gli animali portano ad un massimo di 15 anni in carcere, utopistico per l’Italia, ma da allora i crimini contro gli animali sono diminuiti drasticamente. È quindi giunto il momento di metterci al passo con gli altri Paesi e rendere giustizia alle vittime della follia umana.


Il Partito Animalista ha intanto chiesto urgentemente un incontro con il presidente della regione Puglia Michele Emiliano per attuare quanto prima un piano di sensibilizzazione contro i maltrattamenti verso gli animali randagi.





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