L'inferno nel mattatoio piemontese: la prescrizione colpisce ancora

Torino – Due date, due luoghi per dire STOP all'inferno del mattatoio di Via Traves. Un flash mob svoltosi nel cuore del capoluogo piemontese in Piazza Castello per dare voce a chi la voce non ne ha, ha fortemente attirato molti passanti incuriositi dall'entità dell'iniziativa. Quello del sabato 7 dicembre è stato un NO importante rivolto ai macelli, del quale l'obbiettivo era sensibilizzare l'opinione pubblica, mostrare e diffondere più informazioni possibili attraverso tablet, pc, video e testimonianze sugli orrori durati anni all'interno del mattatoio gestito dalla società Rosso SpA, chiamata a processo il 20 novembre 2019, del quale l'esito si è concluso con la prescrizione, nonostante la presenza di TUTTI i reati pienamente accertati. Infatti, le prime denunce risalgono già al 2014.


Sul posto vi erano presenti alcuni dei veterinari ASL, che hanno assistito alle scioccanti situazioni all'interno della struttura ed hanno avuto il coraggio di denunciare i maltrattamenti ai quali erano sottoposti i vitelli destinati al macello, provenienti sia dal territorio nazionale che quello europeo di cui Spagna, Francia e Polonia. Stretti durante il trasporto. Malati, sottopeso, con difficoltà respiratorie e dopo l'estenuante viaggio, scendevano correndo giù dai camion, pensavano al cibo, invece non era altro che la loro morte. Alcuni animali pesavano 30kg e non solo hanno vissuto una vita di sofferenze inaccettabili ma poi venivano uccisi per essere gettati via come scarto. Si, perché gli allevatori ci provavano a far “passare” persino animali malati e denutriti. Le testimonianze contano ben più di 200 pagine e qui ne menzioniamo soltanto alcune descritte dai testimoni, che ci raccontano di aver “visto fare DOCCIATURE GELATE a -3°, perché' la carne dopo e più bella, più rossa.” Gli animali venivano “sgozzati ancora coscienti si alzavano in piedi con la testa sanguinante... Camminavano e urlavano dal male” altri invece “incastravano le corna dentro le sbarre. Urlavano talmente forte dal dolore da doverci tappare le orecchie”.


Oggi, anche se a regime limitato la struttura di Via Traves continua ad essere attiva.


Sono situazioni sconvolgenti, prive di alcun briciolo di dignità, che dobbiamo continuare a denunciare senza esitazione. Fermiamo ogni forma di crudeltà e rendiamoci finalmente conto che per legge le strutture devono rispettare la massima dignità di tutti gli animali, altrimenti VANNO CHIUSE PER SEMPRE!


Infine, quest'oggi 10 dicembre 2019 si è tenuto il secondo presidio davanti alla sede dell'ASL di Torino per ottenere ulteriori delucidazioni dall'ente di competenza, che ha del tutto ignorato la nostra presenza. Noi siamo stati lì in nome di tutti gli animalisti e continueremo ad esserci finché a questa malata realtà possa trionfare la piena giustizia animalista.




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