Regionali in Umbria, la fine della logica destra vs. sinistra per gli animalisti-ambientalisti


In Campagna Elettorale per le Europee, una delle domande ricorrenti che ci venivano fatte era, ciclicamente, in quale coalizione si schierasse il partito animalista. Pur facendo notare come si trattasse di elezioni europee dove ogni partito corre da se’, non avevamo problemi a rispondere come i nostri partiti europei fossero nella Sinistra Europea-Verdi del Nord o, nel caso, nei Verdi Europei (come ora il portoghese PAN).

Nonostante ciò, non avevamo problemi (e ci sono le registrazioni televisive a confermarlo) ad affermare in più occasioni come il tema animalista-ecologista non sia esclusiva ideologica di una coalizione e che partiti come il nostro non hanno problemi a schierarsi dove ci siano garanzie di portare davvero a compimento, e realizzare, i temi dei nostri programmi. Anche ove fossimo entrati al Parlamento Europeo (con l’approvazione dell’Europellum, bocciato dal Tar... ma speriamo ancora nel Consiglio di Stato), non avremmo avuto problemi anche a dialogare con il gruppo dei Liberali Europei per farne parte, ove ci fosse stata data garanzia di portare avanti seriamente progetti animalisti e ambientalisti. Ciò non per fare le bandierine o attenere titoli, ma per essere parte agente in un processo di cambiamento, indipendentemente che questa opportunità venisse da destra o sinistra o dal centro.

Non si tratta, intendiamoci, di essere trasformisti o opportunisti, ma i problemi di risoluzione della “questione animalista” ed ecologica sono, e saranno, i grandi temi della nostra epoca.

L’ecologia non è appannaggio esclusivo di una coalizione o di uno schieramento, ma deve essere uno dei temi cardine di chi voglia porsi al Governo del territorio, che sia nazionale, regionale o comunale, poco conta. I temi epocali animalisti-ambientalisti non hanno colore prestabilito, che sia giallo, verde, rosso ecc., poco importa. Questo soprattutto in una “società liquida” come la nostra (la Lega ad esempio qualche anno fa in Umbria era al 3%), i cittadini si affidano a chi abbia una visione, una idea di futuro concreta, una visione che guardi avanti.

Non entriamo nella questione umbra, dove alla fine abbiamo deciso di non partecipare per varie ragioni, ma è proprio su questa premessa che guardiamo alle prossime scadenze elettorali dove (almeno in qualche regione) ci saremo con il nostro programma e simbolo.

Le sfide che ci aspettano sono enormi, non possiamo perderci nelle guerre di principio e tra bande.

Se in Svizzera gli ambientalisti ottengono il 22%, se milioni di ragazzi scendono in strada a chiedere di salvare il loro futuro, non possiamo essere ciechi e fermi a guerre di posizione o, peggio, personalistiche.

Molti ci chiedono dove andremo nei prossimi mesi. Quello che possiamo anticipare è che ove non sarà possibile un blocco animalista-ecologista, faremo alleanze, accordi e coalizione con chi ci garantirà di portare sinceramente e concretamente avanti (non a chiacchiere) i nostri temi, fondamentali come: -Campagne a tappeto sul territorio anti-randagismo “alla olandese”; -inasprimento delle pene per chi maltratta animali; -promozione e supporto delle alternative Veg sui territori, questo solo per citare alcuni temi.

Noi stessi dirigenti abbiamo già detto che non ci candideremo in linea di principio, ma vogliamo delle liste aperte, un partito apertissimo a chi voglia impegnarsi. Non cerchiamo scranni ma risultati, vogliamo essere ricordati non su un almanacco parlamentare ma per aver contribuito a cambiare la nostra società.

In gioco c’è non una elezione, ma il nostro futuro.

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